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Arredamento ecologico: la nuova tendenza cool e sostenibile

  • Categoria dell'articolo:News ed Eventi

Da un po’ di anni, il mondo dell’interior design ha abbracciato in pieno la causa green rivolgendo un’attenzione particolare all’arredamento ecologico. Dalla progettazione degli spazi alla scelta dei pezzi d’arredo, i designer stanno sostenendo sempre di più la filosofia del vivere e vestire la casa in modo sostenibile. Non solo un trend passeggero, quindi, ma uno stile di vita che si riflette anche sulla quotidianità domestica delle persone che la vivono.

Cosa si intende per arredamento ecologico?

L’arredo eco-friendly è un filone del design che sostiene la scelta green del vivere sostenibile. Preservare l’ambiente prediligendo materiali naturali, riciclabili e duraturi nel tempo è il perno intorno al quale ruota il pensiero ecosostenibile.

Le persone che lo scelgono non ne fanno solamente una questione etica. La sua estetica si pregia di dettagli minimal e ricercati che mimano gli elementi della natura riportando lo spirito in equilibrio e infondendo calma e serenità.

Giappone e Nord Europa, dove l’ethic design regna sovrano

Modelli di eticità e stile, il Giappone e la Scandinavia hanno reinventato le regole del design d’interni estrapolando il concetto di sostenibilità e rendendolo facile da applicare.

Arredamento giapponese: l’eco arredo in chiave nipponica

Il Giappone pesca dalla sua millenaria tradizione convertendo il concetto di zen in chiave bio. Ed ecco che il tradizionale tatami – la stuoia in giunco intrecciato riempita di paglia di riso pressata – e il futon– il materasso arrotolato interamente composto di materiale ecologico – declinati in chiave contemporanea, diventano un’alternativa molto apprezzata alla classica rete e al materasso a molle. La componente in lattice e in fibre naturali sposa in pieno la filosofia dell’impatto zero sulla natura. Inoltre queste tipologie di stuoie e materassi sono altamente indicate dal punto di vista igienico e, elemento non trascurabile, infondono all’ambiente domestico un’allure raffinata e ricercata.

Anche per la zona living, perché non sfruttare l’essenzialità dei letti bassi in legno giapponesi per creare un divano originale con sedute personalizzate? Un mood entrato nella cultura occidentale che, oltre a donare armonia, conferisce salubrità all’ambiente grazie alla presenza del legno e alla mancanza di elementi tossici, aumentando la qualità di vita degli spazi domestici.

Il modello scandinavo dell’arredamento ecosostenibile 

Anche la Scandinavia si presta molto bene come modello da seguire nell’ambito dell’arredo ecologico. Sempre più di tendenza, il design nordeuropeo sta monopolizzando il panorama dell’eco arredo grazie all’essenzialità degli elementi che lo caratterizzano, e alle tonalità neutre dei complementi d’arredo che rispecchiano in pieno la filosofia green. Quindi, largo a mobili in legno naturale mixati con dettagli in metallo grezzo ed elementi tessili in fibre naturali. La casa acquisterà un fascino sobrio ma molto d’impatto.

Zero Waste Design e Upcycle Materials: l’arredamento ecosostenibile che dà valore agli scarti

Oltre ai due esempi di eticità già citati, se cercate un altro approccio all’arredamento ecologico, che rispetti in pieno i canoni dell’ecosostenibilità, vi consigliamo di affidarvi ad aziende che seguono almeno uno dei tre filoni riconosciuti dalle normative europee di sostenibilità e riciclo.

Zero Waste Design è un ramo dell’eco design che crea oggetti d’arredamento attingendo a materiali di scarto per dar vita a prodotti innovativi.

Recuperare oggetti rotti che andrebbero a finire nelle discariche è invece il senso dell’Upcycled Materials. Basta solo un po’ di gusto e creatività nell’assemblare e reinventare gli oggetti di base e il risultato sarà un pezzo d’arredo originale e inimitabile. 

Si fa presto a dire eco arredo, ma come si riconosce?

Per dimostrare che un pezzo d’arredamento ecosostenibile sia realmente eco-friendly, questo deve rispettare le certificazioni FSC, PEFSC e UFAM che garantiscono che il legno utilizzato non provenga da foreste secolari, ma da luoghi verdi che rispettano gli standard dell’ente Buona Gestione Forestale.